Visite del cimitero di Santa Maria di Gesù

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Il mese di ottobre a Palermo è ormai sinonimo di riscoperta del patrimonio della capitale siciliana grazie alla manifestazione Le Vie dei Tesori che ritorna con un programma sempre più ricco ogni anno. In questa edizione, l’associazione Alternative Tours di cui abbiamo già parlato in passato partecipa proponendo una visita guidata al cimitero di Santa Maria di Gesù. Gli appuntamenti sono due: sabato 22 ottobre e sabato 29 ottobre alle 10.30. La visita è aperta a 30 partecipanti massimo, dura due ore e prevede un contributo di 4 euro. È necessario prenotare via il sito ufficiale della manifestazione.

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Cappella Rutelli

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La cappella gentilizia della famiglia dello scultore Mario Rutelli è stata progettata dall’architetto Ernesto Armò attorno al 1900. La cappella presenta due ingressi simmetrici.

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La cappella è quadrata, coperta da un tamburo a gradoni di congiunzione con l’alta cupola di coronamento che termina con una croce greca. Il frontone principale è formato da un rettangolo spoglio, diviso da alte lesene e terminato da un trapezio isoscele riccamente decorato.

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La porta è iscritta in un pannello trilobato con una Madonna in altorilievo in un tondo.

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Sotto il nome ‘RUTELLI’ si trova una pannello in bronzo raffigurante la Deposizione di Cristo. Le sculture sono probabilmente di Mario Rutelli poiché si tratta della cappella di famiglia. Lo scultore morto nel 1941 vi è sepolto.

Una foto della cappella gentilizia è stata pubblicata nella rivista “L’Edilizia moderna”, anno IX, fasc. 12 nel dicembre 1900.

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Ubicazione: Viale del Servo di Dio Giacomo Gaglione nel Cimitero di Sant’Orsola

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Cappella della famiglia Pantaleo

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La cappella gentilizia della famiglia Pantaleo, realizzata nel 1892, è opera di Giuseppe Damiani Almeyda e Mario Rutelli1. Il cognome “PANTALEO” è inciso sul gradino centrale.

1 S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d.

Ubicazione: sezione 25 nel cimitero dei Rotoli

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Nuove informazioni sul Monumento Mandrascate

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Sul sito qualecefalu.it è stato pubblicato quest’estate un articolo che si riferisce allo scultore Luigi Filippo Labiso, di cui ho già parlato in passato. L’autore, Sandro Varzi, vi fa riferimento a dodici fotografie di opere realizzate dallo scultore che egli donò alla biblioteca del Museo Mandralisca di Cefalù nel 1939. Tra di esse vi è una fotografia del Monumento Mandrascate con la didascalia seguente:

“Luigi Filippo Labiso – Scultore Cefalutano fece 1904 / Gruppo grandioso in bronzo – La Fede – ordinato dal P.pe di Calvaruso / Cimitero dei Cappuccini – Palermo”.

La foto ritrae il monumento probabilmente all’epoca della sua realizzazione. Vi sono due filari di cipressi piccoli mentre il monumento funebre si erge in mezzo a delle semplici sepolture piane. Oggi si può vedere che sono state costruite numerose cappelle gentilizie dietro. Le altre informazioni rilevanti sono il nome del committente, il Principe di Calvaruso, e la data 1904 mentre sul monumento è indicato l’anno 1905.

L’articolo è molto interessante anche per la biografia dettagliata di Luigi Filippo Labiso e la riproduzione di diverse fotografie, fra cui il ritratto dello scultore.

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Monumento ad Eleonora Franco

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Il monumento in memoria di Eleonora Franco, baronessa di Altopiano, è stato realizzato dallo scultore Mario Rutelli su commissione del nipote e figlio adottivo della defunta, Pietro Emanuele Franco-Schiavo, nel 1897.

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Un angelo in bronzo in piedi su una mezza sfera tiene nella mano destra una pergamena. La posizione delle ali, dispiegate verso l’alto, e delle braccia danno movimento alla figura dai capelli corti e ondulati.

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Sotto, dentro una corona in bronzo formata da foglie d’alloro, foglie di quercia e fiori è inserito il ritratto della defunta che si staglia sul bianco del marmo di Carrara. L’epigrafe è incisa sul basamento in marmo.

Una curiosità: in numeri romani la data si sarebbe dovuta scrivere MDCCCXCVII ma è stato erroneamente scritto MDCCCLXXXXVII.

Epigrafe:

AD ELEONORA FRANCO / BARONESSA DI ALTOPIANO / SVA ZIA E MADRE ADOTTIVA / IN SEGNO DI AFFETTO E DI GRATITVDINE / PIETRO EMANVELE FRANCO-SCHIAVO / QVESTO MONVMENTO INNALZAVA / NEL / MDCCCLXXXXVII

Ubicazione: sezione 46 del cimitero dei Rotoli

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Monumento sepolcrale di Pietro Neri

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Il monumento in memoria dell’ingegnere Pietro Neri è formato da un obelisco posto su un alto basamento quadrangolare. A metà altezza, si trova un busto in marmo di Carrara realizzato dallo scultore Antonio Ugo nel 1892. La scultura rappresenta il defunto con lunghi baffi e una folta barba bipartita ; il suo sguardo è intenso e determinato. Sotto, dei rami di alloro – simbolo dell’immortalità e della vittoria –  e di quercia – simbolo della gloria e del successo – sono incrociati e legati da un nastro.

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L’angelo di bronzo intento a posare una ghirlanda di fiori sul monumento è anch’esso opera di Antonio Ugo ; fu scolpito a Roma nel 1892 e realizzato dalla fonderia Nelli di Roma come è indicato ai piedi della statua.

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L’ingegnere Pietro Neri è nato a Bologna il 13 maggio 1827. Patriota, fu affianco di Garibaldi a Roma nel 1849, come lo ricorda l’epigrafe, e dopo una decina d’anni trascorsi in carcere, fu liberato e partecipò alla battaglia di Solferino il 24 giugno 1859 in cui fu ferito. Nell’ambito professionale, fu impegnato nella costruzione del nuovo ponte di Pisa e dell’Accademia Navale di Livorno. Lavorò alla realizzazione di tratti di ferrovie sugli Appennini, nel Napolitano, in Calabria e in Sicilia, dove inventò un congegno per il traforo di Marianopoli (CL). Nella cittadina nissena, che gli ha dedicato una strada, progettò anche la chiesa di San Giuseppe. Morì a Palermo il 1° maggio 1915.

Epigrafe:

[fronte]
ALL’INGEGNERE PIETRO NERI / NATO IL 13 MAGGIO DEL 1827 MORTO IL PRIMO DI MAGGIO DEL 1915 / FU PATRIOTA DI GRAN CUORE E DI ANTICO STAMPO / CHE ALL’ITALO RISCATTO DEDICÒ LA SUA GIOVINEZZA / COSPIRANDO IN PRIMA NELLA SUA NATIVA BOLOGNA / ED INDI PUGNANDO CON GARIBALDI IN DIFESA DI ROMA NEL 1849 / ONDE POI CARCERATO E TORTURATO PER CIRCA UN DECENNIO / MANCO PER POCO NON SUBISSE LA FINE DI UGO BASSI / MA INDI LIBERO ALLA NUOVA RISCOSSA / E FERITO IN BATTAGLIA A SOLFERINO / SUGGELLO COL SANGUE LA REDENZIONE D’ITALIA

[lato destro]
VALGANO QUESTI RAPIDI CENNI / A CHE NON DEL TUTTO PER LA MEMORIA DI TANT’UOMO / CHE RITIRATOSI IN PALERMO / POSE OGNI STUDIO A NASCONDERSI / E FAR DIMENTICARE SE STESSO / CON VIRTÙ DI FILOSOFO ANTICO / E MODESTIA DI VERO CREDENTE

[lato sinistro]
NE MENO CHE PATRIO EROISMO / DIMOSTRÒ GRAN VALORE E STUPENDA OPEROSITÀ / NELL’ESERCIZIO DELL’ARTE / DANDONE ALTA PROVA LE COSTRUZIONI / DEL NUOVO PONTE DI PISA E DELL’ACCADEMIA NAVALE IN LIVORNO / NO CHE I VARI TRONCHI DI FERROVIE SUGLI APPENNINI / NEL NAPOLITANO E IN CALABRIA / E SPECIE QUELL’ARDUO TRAFORO DI MARIANOPOLI IN SICILIA / DOVUTO A NUOVO CONGEGNO DI SUA INVENZIONE

Ubicazione: sezione 39 nel cimitero dei Rotoli

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Monumento sepolcrale al cavaliere Antonino Onufrio

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Il monumento in marmo di Carrara è stato progettato da Giuseppe Damiani Almeyda nel 18901. Occupa una vasta superficie delimitata da una piattaforma quadrata sul quale si erge un obelisco in marmo di Carrara posto su un basamento grigio a tre gradini. Il busto del defunto è inserito dentro un medaglione.

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Epigrafe:

CAV. UFF. ANTONINO ONUFRIO / 22 MAGGIO 1822-6 DICEMBRE 1889 / SEGRETARIO CAPO DEL MUNICIPIO DI PALERMO / DAL 1861 AL 1889 / COLTO NELLE DISCIPLINE LETTERARIE E AMMINISTRATIVE / ONESTO OPEROSISSIMO / ALLA FAMIGLIA ALLA PATRIA SEMPRE DEVOTO

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Sul retro del monumento, in modo simmetrico, si trova il busto di una bambina accompagnato dall’epigrafe seguente:

ANNINA ONUFRIO / 11 NOVEMBRE 1883-15 LUGLIO 1890 / NATA PER LA FAMIGLIA E PER L’ARTE / RITORNATA ANZITEMPO AL CORO CELESTE

1 “Regesto delle opere e dei progetti di Giuseppe Damiani Almeyda”, in Paola Barbera, Giuseppe Damiani Almeyda: artista, architetto, ingegnere, Pielle, Palermo 2008, p. 188

Ubicazione: sezione 81 nel cimitero dei Rotoli

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Sepoltura gentilizia di Eugenio Cricchio

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Il monumento funerario, in marmo di Carrara, è stato realizzato dallo scultore Pasquale Civiletti nel 1895 ed è formato da un sarcofago sul quale è poggiata una coperta frangiata, ornata di stelle. All’estremità del sarcofago si erge una colonna liscia, che termina con un capitello con teste di cherubini alternate a volute e fogliame. In cima è posto il busto di Eugenio Cricchio.

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Il fronte corto del sarcofago presenta il busto in altorilievo di una donna di mezza età, di profilo, con i cappelli raccolti in una treccia. Ai lati del medaglione circolare, delle foglie di quercia rivestono gli angoli.

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Accanto al sarcofago, all’impiedi, veglia una figura femminile. I cappelli lunghi scendono liberi sulla schiena, mentre un nastro sottile le cinge la testa. La giovane donna ha un atteggiamento di raccoglimento, con la testa inclinata e le dita incrociate. Il vestito lungo e drappeggiato scivola lungo il braccio destro.

In vari punti del monumento funerario sono stati inseriti dei medaglioni con foto di altri membri della famiglia. Il monumento è posto su un basamento a tre gradini ed è circondato da una recinzione di ferro battuto nella quale si alternano volute contrapposte al centro delle quali sono inserite delle croci latine. Non sono presenti epigrafi e le uniche iscrizioni sono “SEPOLTURA GENTILIZIA EUGENIO CRICCHIO” sulla lastra tomba e “GIUSEPPINA BALSAMO / N. 1908 M. 1944″ all’estremità del sarcofago.

Ubicazione: sezione 10 nel cimitero dei Rotoli

 

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Cappella di Luigi Testa

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La cappella gentilizia di Luigi Testa è stata progettata da Giuseppe Damiani Almeyda nel 18991 con la collaborazione di Antonio Zanca, all’epoca suo assistente.

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Il prospetto presenta due colonne lisce sormontate da capitelli ionici. Sull’architrave della porta si trova un cerchio nel quale è disegnato l’Alfa e Omega. La grata inserita nel semi-cerchio sopra la porta presenta una croce latina iscritta in un cerchio. Agli angoli del rettangolo in cui è iscritta l’apertura sono posti due cherubini in altorilievo.

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1 “Regesto delle opere e dei progetti di Giuseppe Damiani Almeyda”, in Paola Barbera, Giuseppe Damiani Almeyda: artista, architetto, ingegnere, Pielle, Palermo 2008, p. 188

Ubicazione: sezione 27 nel cimitero dei Rotoli

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Monumento a Pasquale Civiletti

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Il monumento funebre per la famiglia di Pasquale Civiletti è stato realizzato dallo stesso scultore nel 1930. La statua posta su un alto basamento in Billiemi rappresenta una figura femminile seduta, dall’aria pensierosa, la testa leggermente inclinata e il gomito poggiato sul ginocchio. L’abito scivola sulla spalla, mentre la posizione delle gambe accentua il drappeggio del vestito lungo, sotto il quale affiorano i piedi nudi. La posizione ricorda l’angelo realizzato da suo fratello Benedetto nel 1898 per il monumento a Rodolfo Moser nel vicino cimitero acattolico.

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Pasquale Civiletti (1858-1952), fratello minore di Benedetto Civiletti e suo allievo, è autore di numerosi monumenti funebri nei cimiteri di Palermo: il monumento a Francesco Paolo Rallo (1923), il busto di Mauro Tumminelli (1892), la lunetta della cappella Turrisi (1918), il busto di Luigi Cosenz (1923) e il monumento di Eugenio Cricchio (1895) nel cimitero dei Rotoli, la stele di Stanislas Gounot e il monumento a Elisabeth Catherine Thomas nel vicino cimitero acattolico, il monumento ad Adelaide Polizzi (1898) nel cimitero di Sant’Orsola.

Ubicazione: sezione 5 nel cimitero dei Rotoli

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