Monumento a Vincenzo Gioia

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Il monumento al magistrato Vincenzo Gioia è stato realizzato dallo scultore Vincenzo Ragusa nel 1905. L’opera scultorea era formata da due parti: il basamento in pietra con la figura femminile inginocchiata, intitolata “La Preghiera”, e un gruppo in bronzo chiamato “Verso il Paradiso”, come si può vedere in una foto d’epoca – sulla quale compare anche il monumento Varvaro – pubblicata da Maria Antonietta Spadaro nel libro consacrato a Vincenzo Ragusa e a sua moglie O’Tama Kiyohara. Oggi ne rimane soltanto la parte basamentale.

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La figura femminile, una donna dai capelli raccolti, vestita da un abito lungo e drappeggiato, è inginocchiata con le braccia incrociate davanti al ritratto del defunto.

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Un’altorilievo in marmo di Carrara raffigura il magistrato vestito con la toga, e reca sotto la scritta “CAV. UFF. VINCENZO GIOIA / MORTO 29 MARZO 1902”. Ai lati del ritratto vi sono due stemmi. Due lapidi con l’epigrafe sono poste sui due lati del monumento.

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L’ingresso della sepoltura si trova sul retro ed è sormontato dal christmon e da un mazzo di papaveri, tutti chiusi tranne due fiori alle estremità, con sotto la scritta “SEPOLTURA GENTILIZIA GIOIA”. La porte d’ingresso è sormontata da due bellissimi fiori metallici.

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Sul lato sinistro, guardando il monumento, sono raffigurati i simboli legati alla professione del defunto: un libro e la bilancia della Giustizia.

La parte mancante, il gruppo in bronzo chiamato “Verso il Paradiso“, era formata da due figure davanti ad una grande croce. Un angelo, con il braccio destro alzato verso il cielo, tiene la mano di una persona riversata all’indietro. Di questa scultura resta il modello in gesso conservato presso l’università delle Belle Arti di Tokyo, assieme al modello in gesso di “La Preghiera” ed altre opere di Vincenzo Ragusa.

Epigrafe:
[lato destro]
IN TUTTI I GRADI DELLA MAGISTRATURA / SPLENDIDAMENTE PERCORSI / DA PRETORE A CONSIGLIERE DI CASSAZIONE / IL CAV. UFF. VINCENZO GIOIA / EBBE FAMA DI SAPIENZA E DI INTEGRITÀ / NELL’ADEMPIMENTO DEI SUOI DOVERI / FU SOLERTE E SCRUPOLOSO / A REPENTAGLIO DELLA SALUTE / COLPITO DA CRUDO MORBO / ASPETTO SERENAMENTE L’ORA ESTREMA / CIRCONDATO DAI SUOI CARI

[lato sinistro]
NOBILMENTE SERENO NELL’ASPETTO / DI COSTUMI AUSTERI / D’ANIMO MITE E LEALE / DI PAROLE PARCO DI CONSIGLI LARGHISSIMO / MODELLO DI VIRTÙ DOMESTICHE E CIVILI / NELLA BUONA E NELL’AVVERSA FORTUNA / EQUANIME SEMPRE / IL CAV. UFF. VINCENZO GIOIA / NEL DI XXIX MARZO MDCDII / VOLAVA A DIO / LACRIMATO DA TUTTI I BUONI / NELL’ANNO LXXIII DI SUA ETÀ / LA VEDOVA INCONSOLABILE / ED IL FIGLIO GIACOMO / ALLA DI LUI VENERATA MEMORIA / DEDICARONO / QUESTO MONUMENTO

Bibliografia:
Maria Antonietta Spadaro, O’Tama e Vincenzo Ragusa, Edizioni Kalós, 2008, pp.82 e 84.

Ubicazione: viale Sant’Orsola nel Cimitero di Sant’Orsola

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