Cappella della famiglia Lala

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La cappella gentilizia della famiglia Lala è stata realizzata nel 1906 dall’architetto palermitano Giacomo Misuraca1. La facciata rivestita da un intonaco grigio è trattata a bugnato nella parte basamentale per poi alleggerirsi con un trattamento a conci rasi.

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In corrispondenza dell’architrave del portale, una fascia lapidea si estende sui quattro fronti della cappella, arricchita solamente sulla facciata da una scultura floreale.

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La lunetta semicircolare accoglie una Madonna con le braccia incrociate, affiancata da due putti. La mostra del portale è riccamente decorata da sculture floreali di style liberty mentre la parte superiore della facciata è ornata da un rosone, anch’esso floreale, dal quale si alza una grande croce latina.

1 1 S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d.

Ubicazione: sezione 52 nel cimitero dei Rotoli 232

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Visita del Cimitero degli Inglesi all’Acquasanta

Come avviene ormai da diversi anni, nell’ambito dell’iniziativa “Panormus – La Scuola adotta la Città nascosta… per non dimenticare”, giunta alla 23a edizione, sarà possibile visitare i giorni 19, 20 e 21 maggio 2017 il Cimitero degli Inglesi (Via Comandante Simone Gulì, 21), guidati dagli studenti dell’I.I.S.S. Duca degli Abruzzi – Libero Grassi.

Gli orari sono i seguenti:

venerdì 19 maggio: dalle 9.00 alle 13.00
sabato 20 maggio: dalle 9.00 alle 18.00
domenica 21 maggio: dalle 9.00 alle 13.00

Il programma completo di “Panormus – La Scuola Adotta la Città” per il mese di maggio è disponibile qui. Per saperne di più sul cimitero degli Inglesi, si può visitare il suo sito internet.

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Monumento Barbalonga

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Il monumento dei coniugi Barbalonga è opera dello scultore Vincenzo Ragusa1. È formato da un cippo quadrangolare alla cui sommità si trova il busto di Giulio Barbalonga morto nel 1916 mentre al centro si trova una grande croce al centro della quale si stacca il ritratto della sua consorte, Margherita di Onufrio in Barbalonga, sottolineato da una bordura di fiori da cui pendono due nastri.

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Epigrafe:

GIULIO BARBALONGA / NATO IL 2 FEBBRARO 1829 / MORTO IL 16 MAGGIO 1916

1 Maria Antonietta Spadaro, O’Tama e Vincenzo Ragusa, Edizioni Kalós, 2008, p. 82

Ubicazione: viale di Sant’Orsola nel cimitero di Sant’Orsola

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Cappella Moceo

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La cappella gentilizia della famiglia Moceo è stata realizzata nel 1900 dall’architetto Nicolò Perricone1.

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1 S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d. [disegno]

Ubicazione: sezione 48 nel cimitero dei Rotoli

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Cappella Bartolotta

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La cappella gentilizia della famiglia Bartolotta è stata realizzata nel 1899 dall’architetto Nicolò Perricone1.

1 S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d.

Ubicazione: sezione 48 nel cimitero dei Rotoli

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Stele a Pietro Bonanno

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Pietro Bonanno, nato a Palermo il 16 dicembre 1863 e ivi deceduto il 12 febbraio 1905, fu un uomo politico, deputato in cinque legislature, e infine pro-sindaco della città di Palermo. A lui si devono molte opere pubbliche fra cui il giardino antistante al Palazzo dei Normanni, che porta oggi il nome di Villa Bonanno.

La stele funeraria, in travertino, fu eretta dal Comune di Palermo nel 1953, ben 48 anni dopo la sua morte. Sotto l’epigrafe è raffigurato lo stemma della città di Palermo, un’aquila che tiene tra gli artigli la sigla “S.P.Q.P.”.

Epigrafe:

A / PIETRO BONANNO / 1863     1905 / DEPUTATO AL PARLAMENTO / E PRO-SINDACO DI PALERMO / CH’EGLI ADORNO DI DUREVOLI OPERE / AVVIANDOLA A NUOVE CIVILI CONQUISTE / LA CITTADINANZA RICONOSCENTE / VOTÒ QUESTA STELE / PER DELIBERAZIONE / DEL CONSIGLIO COMUNALE / MCMLIII

Ubicazione: sezione 233 nel cimitero dei Rotoli

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Cappella Ferrara-Ferrante

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La cappella sepolcrale per la famiglia Ferrara-Ferrante è stata realizzata da Giuseppe Damiani Almeyda1 nel 1888.

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La cappella si erge nel viale di Gesù Bambino nel cimitero di Sant’Orsola, accanto alla cappella Biondo.

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In alto, un grande loculo accoglie il busto di un uomo; sotto di lui, uno scudo con le lettere FF.

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La scultura iscritta nella lunetta, opera di Mario Rutelli, raffigura un angelo che tiene tra le mani un cartiglio con la scritta “STATVTVM EST”.

1 “Regesto delle opere e dei progetti di Giuseppe Damiani Almeyda”, in Paola Barbera, Giuseppe Damiani Almeyda: artista, architetto, ingegnere, Pielle, Palermo 2008, p. 188

Ubicazione: viale di Gesù Bambino nel cimitero di Sant’Orsola

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Stele a Enrichetta Portalupi

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La stele dedicata a Enrichetta Portalupi è stata realizzata nel 1888 dall’architetto Giuseppe Damiani Almeyda1. Il monumento funerario in marmo di Carrara è fatto per essere visto da entrambi i lati: da un lato un angelo tiene fra le mani un’urna semi aperta poggiata su una colonna sulla quale pende una ghirlanda di papaveri. Si può leggere la scritta “CARA UMILTÀ” sull’urna. Sotto, dentro una nicchia circolare si trova il busto della defunta sottolineato da un festone.

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L’epigrafe della defunta è scritta dall’altro lato con sotto il ritratto del marito, anch’esso dentro una nicchia circolare, circondata da una corona di fiori e palme in rame.

Il disegno dell’opera funeraria figura con qualche lieve differenza sulla ‘Tav. 18 – Stele sepolcrali – prospetti’2 del volume Scuola italiana di Architettura Civile.

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Epigrafe:

A / ENRICHETTA PORTALUPI / NATA CAFIERO NEL 1820 / NELLA PIÙ ESEMPLARE MODESTIA / EDUCATA / ALTRO NON CONOBBE / CHE I PROPRI DOVERI / VERSO / LA RELIGIONE ED I POVERI / MA TEMPESTOSE STAGIONI / NELLA SUA INTEMERATA VITA / IMMATURAMENTE LA RAPIRONO / ALLA FELICITÀ DEL MARITO / L’ 11 FEBBRAIO 1888

GIOVANNI PORTALUPI / ESEMPIO DI VIRTÙ / MODESTO – AFFETTUOSO – PIO / 1809 – 1892

1 “Regesto delle opere e dei progetti di Giuseppe Damiani Almeyda”, in Paola Barbera, Giuseppe Damiani Almeyda: artista, architetto, ingegnere, Pielle, Palermo 2008, p. 188
2 Adelaide Alagna e Carmelo Lo Curto (a cura di), Giuseppe Damiani Almeyda, 1834-1911: architettura e ornamento: quaranta disegni e acquerelli inediti dell’archivio Damiani, 31 gennaio 2011, Liceo Artistico Statale Giuseppe Damiani Almeyda, Palermo : catalogo della mostra, La Tipolitografica, Palermo 2011, p. 34 [disegno del prospetto con l’angelo]
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Monumento a Paolo Morello

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Il monumento è stato realizzato nel 1889 dall’architetto Giuseppe Damiani Almeyda1 in memoria del filosofo Paolo Morello, nato il 6 gennaio 1809 a Palermo e ivi è morto il 10 luglio 1873. Il disegno dell’opera funeraria figura con qualche lieve differenza sulla “Tav. 13 – Colonna monumentale e cippi sepolcrali – prospetti”2 del volume Scuola italiana di Architettura Civile di Almeyda.

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Nel busto commemorativo, lo studioso viene rappresentato con una giacca a doppio petto. Porta i baffi e una barba folta.

Epigrafe:
[fronte]
PAOLO MORELLO / VI GENNAJO MDCCCIX – X LUGLIO MDCCCLXXIII / PACE

[a sinistra]
NE I VARII RAMI DE’L SAPERE / PROFESSATI ED INSEGNATI / DIMOSTRÓ SEMPRE / SCIENZA E RELIGIONE ESSER SORELLE

[a destra]
A LO SPOSO A ‘L PADRE / QUESTO MARMO / AGATA EMANUELE / ERESSERO

[retro]
DOPO DIO / PATRIA FAMIGLIA SCIENZA / FURONO LI AMORI / AI QUALI SACRÓ LA VITA

1 “Regesto delle opere e dei progetti di Giuseppe Damiani Almeyda”, in Paola Barbera, Giuseppe Damiani Almeyda: artista, architetto, ingegnere, Pielle, Palermo 2008, p. 188
2 Adelaide Alagna e Carmelo Lo Curto (a cura di), Giuseppe Damiani Almeyda, 1834-1911: architettura e ornamento: quaranta disegni e acquerelli inediti dell’archivio Damiani, 31 gennaio 2011, Liceo Artistico Statale Giuseppe Damiani Almeyda, Palermo : catalogo della mostra, La Tipolitografica, Palermo 2011, p. 33 [disegno del prospetto]

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Il tema della Deposizione

La Deposizione di Cristo è un tema che ritroviamo in diverse cappelle gentilizie dei cimiteri di Palermo.

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La facciata della cappella Rutelli nel cimitero di Sant’Orsola presenta un altorilievo in bronzo, probabilmente opera di Mario Rutelli poiché si tratta della cappella di famiglia. Il Cristo morto è stato appena sceso dalla croce – si vede la scala nel fondo – ed è circondato da 7 persone, che gli baciano chi la mano, chi la testa, chi i piedi, mentre l’uomo a destra sta togliendo i chiodi dei piedi.

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La Deposizione della cappella Cucchiara nel cimitero dei Cappuccini è stata realizzata dallo scultore Alessandro Manzo nel 1959. Un uomo e una donna sostengono il corpo di Cristo mentre un’altra donna esprime il suo dolore e un uomo prega.

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La Deposizione della cappella Petronici, sempre nel cimitero dei Cappuccini e anch’essa opera di Alessandro Manzo, presenta solo le tre Marie di cui parla il Vangelo di Giovanni: la Madonna che sostiene Cristo e lo accarezza, Maria di Cleofa e Maria di Magdala, in un atteggiamento di dolore e preghiera.

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Questa Deposizione, purtroppo ormai non più esistente, ornava il timpano della cappella Lucchesi Palli di Campofranco nel cimitero di Santa Maria di Gesù. La foto è probabilmente opera del fotografo francese Claude Grillet attivo a Napoli e sarebbe stata scattata tra luglio 1853 e luglio 1855 secondo Emanuele Bennici. Ne avevo già parlato in passato e ho poi avuto la fortuna di acquisire questa stereoscopia di cui ho tratto questo particolare. Anche se l’immagine non è nitida, si vede sulla sinistra il corpo di Cristo sorretto da alcune persone.

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