Cappella Giacomo Misuraca

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La cappella Misuraca nel cimitero di Santa Maria dei Rotoli è stata realizzata dall’architetto palermitano Giacomo Misuraca per la sua famiglia. Un articolo pubblicato sulla rivista L’architettura italiana nel 1923 ce ne fornisce una descrizione:

“La cappella contiene 9 loculi, tanti quanti sono i membri della sua famiglia, copre una superficie di 15 metri quadrati circa e si eleva dal suolo con la sua guglia per circa 8 metri. È un tempietto di stile medioevale sormontato da una specie di trittico ispirato al campaniletto dell’epoca, che lo rende originale nella forma.
L’architettura è quella pel secolo XIV che si riscontra nella Gancia di Palermo ed è tutta armonica coi fianchi e con l’abside posteriore destinata a contenere un piccolo altare sormontato dalla figura della SS. Vergine che, dipinta a fuoco sul vetro della soprastante finestra, forma quadro di compimento dell’altare.
La costruzione interna eseguita in masselli di calcare tenero di Comiso, simile del tutto a quello bresciano, è opera dei signori Sacco e Di Marzo di Palermo, intagliatore il primo e ornatista il secondo: due forti tempre di artisti padroni dell’arte che li circonda. La decorazione interna consistente in un rivestimento di marmi di Carrara intarsiati di marmi coloriti (verde Polcevera, rosso di Francia, rosso di Levanto, ecc.) è fattura dell’ornatista Ortelli di Genova ed i ferri battuti sono lavori del fabbro signor Romano di Palermo. Le volte in encausto e le vetrate colorate sono opera del prof. Gregorietti dell’Istituto di Belle Arti di Palermo.
La spesa complessiva si è aggirata intorno alle L. 50 mila, veramente non eccessiva data la ricchezza dei materiali che vi sono impiegati e se si tiene conto che la costruzione venne eseguita nel primo periodo bellico, quando già la mano d’opera subiva i primi aumenti.”

L’articolo propone tre foto in bianco e nero della cappella, di cui ne mostriamo due qui sotto, e sei disegni: la facciata, il fianco, la parte posteriore, la sezione trasversale, la sezione longitudinale e il cancello d’entrata.

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L’architetto Giacomo Misuraca è nato a Palermo nel 1863. Allievo di Damiani Almeyda, studiò poi presso l’università di Genova. Nel 1891 partecipò all’Esposizione Nazionale di Palermo con tre progetti: il palazzo municipale di Casalmaggiore (completerà l’edificio con una facciata neogotica nel 1891-95), il monumento a Minghetti a Roma (in collaborazione con lo scultore Lio Gangeri, l’opera sarà inaugurata nel 1895) e il progetto di un tempio Israelitico. È anche autore di un palazzo per abitazioni della Soc. Anon. Cooperativa “Rinascita Edilizia” a Genova e progettò la propria villa a Marina di Pietrasanta (Viareggio). Assieme a Marco Aurelio Boldì, ha redatto il trattato L’arte moderna del fabbricare: trattato pratico ad uso degli ingegneri, costruttori, capimastri e studenti, pubblicato nel 1916-17. Suo figlio Angelo (1893-1944) seguirà le sue orme e sarà autore di numerosi edifici a Sassari.

Nel campo funerario, nel cimitero di S. Maria dei Rotoli a Palermo, oltre alla cappella per la sua famiglia, realizzò la cappella Lala, mentre nel cimitero di Sant’Orsola è autore della cappella Castellano. Sempre in Sicilia, realizzò la cappella funeraria dei Baroni Catalfamo a Cefalù, la cappella Crescimanno a S. Margherita Belice e la cappella per la famiglia del cavaliere Antonino Giangrasso nel cimitero di Bagheria.

Bibliografia:
Cappella funeraria per la famiglia Misuraca nel cimitero della SS. Vergine Maria in Palermo, in “L’architettura italiana”, n. 4 (1923), pp. 44-47 foto: tav. XV (disponibile on line qui)

Ubicazione: sezione 72 nel cimitero dei Rotoli

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Monumento alla famiglia Gargano

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Il monumento alla famiglia Nicolò Gargano, realizzato dallo scultore Francesco Garufi nel 1925, rappresenta un angelo con il braccio destro poggiato sul ginocchio e il braccio sinistro all’orizzontale, creando una sorta di cornice che accoglie le foto di una donna e di un uomo. La mano tiene alcune foglie dalle quali emerge un fiore. La posizione dell’angelo e le sue sembianze sono identiche a quelle dell’angelo della cappella Ingrassia nel cimitero di Santa Maria di Gesù, realizzata nel 1920. Le uniche differenze nel monumento Gargano sono l’assenza della pergamena e della cornice floreale. Lo scultore ha quindi riutilizzato lo stesso soggetto, ma qui collocato davanti ad una “roccia” dalla forma irregolare sulla quale è scolpita in alto la scritta “FAMIGLIA NICOLÒ GARGANO”. Due vasi rotondi in marmo di Carrara affiancano la scultura.

Ubicazione: viale della Purificazione nel cimitero di Sant’Orsola

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Monumento a Gaetano Nicotra

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Il monumento a Gaetano Nicotra, realizzato dallo scultore Francesco Garufi nel 1926, è formato da un basamento in Billiemi sul quale poggia una stele coronata da un braciere, questa seconda parte in marmo di Carrara.

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Al centro della stele, dentro una corona adornata da foglie di quercia e da nastrini, è inserita la fotografia del defunto, sulla quale si può leggere la scritta “Prof. Garufi Palermo”. Non sono indicate date né luoghi di nascita e di morte del defunto, del quale si sa soltanto che lavorava presso le ferrovie della Sicilia.

Epigrafe:
A GAETANO NICOTRA / IL PERSONALE DELLE FERROVIE SECONDARIE / DELLA SICILIA

Ubicazione: viale di San Benedetto nel cimitero di Sant’Orsola

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Mostra “O’Tama e Vincenzo Ragusa: un ponte tra Tokyo e Palermo”

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È possibile per ora visitare presso Palazzo Sant’Elia (Via Maqueda, 81) a Palermo, la bellissima mostra O’Tama e Vincenzo Ragusa: un ponte tra Tokyo e Palermo”, curata dalla professoressa Maria Antonietta Spadaro e dedicata alla pittrice O’Tama Kiyohara (1861-1939) e allo scultore Vincenzo Ragusa (1841-1927). Si tratta della prima antologia dedicata ai due artisti ed è formata per lo più da opere provenienti da collezioni private. E anche per questo motivo è una mostra da non perdere. Se in più si ha la fortuna di poter partecipare a una visita guidata con la curatrice della mostra, allora si avrà modo di approfondire la storia affascinante di questa coppia siculo-giapponese che fondò nel 1884 una scuola d’arte orientale a Palermo. La prossima visita guidata della professoressa Spadaro è prevista domenica 28 maggio alle 17.00 come annunciato sulla sua pagina facebook.

Mi soffermerò solo su Vincenzo Ragusa, scultore palermitano, poiché autore del monumento a Vincenzo Gioia e del monumento Barbalonga, entrambi nel cimitero di Sant’Orsola. La mostra gli riserva una sala, dove si possono vedere due suoi ritratti, dipinti da O’Tama in momenti diversi della sua vita, da giovane e da anziano. Poche opere dello scultore sono esposte, in parte perché troppo fragili (come il Conducente di risciò e il Ritratto di O’Tama Eleonora Ragusa che si posso comunque ammirare nella vicina Galleria d’Arte Moderna) e in parte perché non trasportabili. Le opere presenti sono quattro: il busto di un bambino giapponese in terracotta, un vaso in marmo di Carrara, e due gessi, una testa di vecchio con la barba e un tondo con angelo e la scritta Pace, che potrebbe esser stato progettato per un monumento funebre.

La mostra è visitabile fino al 28 luglio 2017 ed è in corso di stampa il catalogo con saggi di studiosi palermitani e giapponesi, relativi al percorso dei due artisti e all’ambiente in cui operarono. Inoltre, sempre a palazzo Sant’Elia, si terrà il 9 giugno 2017 una “Giornata di studi” sul tema “L’utopia del Giappone in Europa” con relatori di Palermo, Roma, Tokyo e Kyoto.

La mostra può essere visitata nei seguenti orari:
Dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30
Il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Biglietti:
Intero 5 €, ridotto 4 € (over 65 e gruppi di minimo 20 persone) e 3 € (scolaresche)

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Cappella della famiglia Lala

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La cappella gentilizia della famiglia Lala è stata realizzata nel 1906 dall’architetto palermitano Giacomo Misuraca1. La facciata rivestita da un intonaco grigio è trattata a bugnato nella parte basamentale per poi alleggerirsi con un trattamento a conci rasi.

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In corrispondenza dell’architrave del portale, una fascia lapidea si estende sui quattro fronti della cappella, arricchita solamente sulla facciata da una scultura floreale.

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La lunetta semicircolare accoglie una Madonna con le braccia incrociate, affiancata da due putti. La mostra del portale è riccamente decorata da sculture floreali di style liberty mentre la parte superiore della facciata è ornata da un rosone, anch’esso floreale, dal quale si alza una grande croce latina.

1 S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d.

Ubicazione: sezione 52 nel cimitero dei Rotoli 232

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Visita del Cimitero degli Inglesi all’Acquasanta

Come avviene ormai da diversi anni, nell’ambito dell’iniziativa “Panormus – La Scuola adotta la Città nascosta… per non dimenticare”, giunta alla 23a edizione, sarà possibile visitare i giorni 19, 20 e 21 maggio 2017 il Cimitero degli Inglesi (Via Comandante Simone Gulì, 21), guidati dagli studenti dell’I.I.S.S. Duca degli Abruzzi – Libero Grassi.

Gli orari sono i seguenti:

venerdì 19 maggio: dalle 9.00 alle 13.00
sabato 20 maggio: dalle 9.00 alle 18.00
domenica 21 maggio: dalle 9.00 alle 13.00

Il programma completo di “Panormus – La Scuola Adotta la Città” per il mese di maggio è disponibile qui. Per saperne di più sul cimitero degli Inglesi, si può visitare il suo sito internet.

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Monumento Barbalonga

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Il monumento dei coniugi Barbalonga è opera dello scultore Vincenzo Ragusa1. È formato da un cippo quadrangolare alla cui sommità si trova il busto di Giulio Barbalonga morto nel 1916 mentre al centro si trova una grande croce al centro della quale si stacca il ritratto della sua consorte, Margherita di Onufrio in Barbalonga, sottolineato da una bordura di fiori da cui pendono due nastri.

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Epigrafe:

GIULIO BARBALONGA / NATO IL 2 FEBBRARO 1829 / MORTO IL 16 MAGGIO 1916

1 Maria Antonietta Spadaro, O’Tama e Vincenzo Ragusa, Edizioni Kalós, 2008, p. 82

Ubicazione: viale di Sant’Orsola nel cimitero di Sant’Orsola

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Cappella Moceo

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La cappella gentilizia della famiglia Moceo è stata realizzata nel 1900 dall’architetto Nicolò Perricone1.

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1 S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d. [disegno]

Ubicazione: sezione 48 nel cimitero dei Rotoli

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Cappella Bartolotta

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La cappella gentilizia della famiglia Bartolotta è stata realizzata nel 1899 dall’architetto Nicolò Perricone1.

1 S. Bellante e S. Lo Giudice, Disegni in Luce, Assessorato ai Servizi Cimiteriali della Città di Palermo, s.d.

Ubicazione: sezione 48 nel cimitero dei Rotoli

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Stele a Pietro Bonanno

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Pietro Bonanno, nato a Palermo il 16 dicembre 1863 e ivi deceduto il 12 febbraio 1905, fu un uomo politico, deputato in cinque legislature, e infine pro-sindaco della città di Palermo. A lui si devono molte opere pubbliche fra cui il giardino antistante al Palazzo dei Normanni, che porta oggi il nome di Villa Bonanno.

La stele funeraria, in travertino, fu eretta dal Comune di Palermo nel 1953, ben 48 anni dopo la sua morte. Sotto l’epigrafe è raffigurato lo stemma della città di Palermo, un’aquila che tiene tra gli artigli la sigla “S.P.Q.P.”.

Epigrafe:

A / PIETRO BONANNO / 1863     1905 / DEPUTATO AL PARLAMENTO / E PRO-SINDACO DI PALERMO / CH’EGLI ADORNO DI DUREVOLI OPERE / AVVIANDOLA A NUOVE CIVILI CONQUISTE / LA CITTADINANZA RICONOSCENTE / VOTÒ QUESTA STELE / PER DELIBERAZIONE / DEL CONSIGLIO COMUNALE / MCMLIII

Ubicazione: sezione 233 nel cimitero dei Rotoli

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